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Forse non tutti sanno che l’olivo può essere infeudato (abitato) da oltre 250 specie, che comprendono funghi, insetti, acari e batteri. Di queste 250 specie, solo alcune sono dannose e possono provocare danno alla pianta e al relativo frutto.
Le malattie dell’olivo possono essere suddivise in due macro categorie: quelle causate da insetti e parassiti, e quelle causate da batteri e funghi.
Ma andiamo a conoscerle insieme.

MALATTIE CAUSATE DA PARASSITI ED INSETTI

Mosca delle olive (bactrocera oleae)

La distribuzione della mosca dell’olivo coincide con quella di tutte le aree in cui è coltivato l’olivo nel Mediterraneo; diffusa largamente sui litorali marittimi, la si può ritrovare anche in zone interne, dove la sua dannosità è però ridotta.
In Italia è presente in tutte le zone olivicole, ed è il parassita più presente.
L’insetto adulto, risulta di piccole dimensioni, 5 mm, e depone le sue uova all’interno dell’oliva, cibandosi di questa.
Il grado di maturazione ed il colore del fogliame sono due fattori importanti per la mosca, la colorazione verde-giallo o rossastra è la colorazione prediletta per la femmina, mentre per il maschio adulto è il giallo, specie se fluorescente.
La sua presenza nei diversi stadi è la seguente: gli adulti sono presenti tutto l’anno nell’oliveto; le uova si hanno da luglio fino quando la temperatura non si abbassa ai 13 gradi, quindi tendenzialmente a ottobre; le larve sono presenti da luglio fino a fine novembre.
La mosca si insedia all’interno della drupa e può causare: l’erosione della polpa a causa delle larve, la caduta (in gergo tecnico cascola) dell’oliva infestata, alterazione qualitativa dell’oliva. La caduta delle olive è il danno principale che può causare la mosca, perché rende l’oliva propriamente inutilizzabile.
Per combattere la mosca olearia, egli ultimi anni si è sviluppata una tipologia di trappola contenente una moltitudine di possibilità, cioè colore giallo fluorescente, erogatore di ammoniaca e dispencer di feromone sessuale.

olivo

Tripide dell’olivo (Liothrips oleae)

Il tripide dell’olivo è un insetto presente prevalentemente nelle zone di montagna e collinari di tutto il bacino del Mediterraneo.
Questo insetto risulta essere di dimensioni più contenute della mosca olearia e si alimenta succhiando la linfa dalle foglie dell’olivo più tenere, nonché dai suoi germogli. I danni prodotti dal tripide sono presenti nella maggior parte degli oliveti, ma non raggiungono mai dimensioni economiche importanti.
Non vi è bisogno di intervenire con trattamenti specifici.

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Cotonello dell’olivo (Euphillura olivina)

Il cotonello dell’olivo è un insetto diffuso in tutte le zone olivicole dell’area mediterranea, prevalentemente in zone costiere ad elevata umidità.
Questo insetto, di colore verdastro, causa danni di bassa entità; sugli organi della pianta infestati crea abbondanti secrezioni cerose dall’aspetto simile al cotone, da cui prende il nome; solo in tarda primavera troviamo, da parte di questo insetto, danni più intensi associabili alle infestazioni che avvengono nei momenti della fioritura e dell’allegagione.
Per contrastare questo insetto è importante arieggiare la chioma al fine di ridurre l’umidità e la sua conseguente proliferazione.

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Cocciniglia (varie specie)

La cocciniglia è un parassita dell’olivo molto diffuso. Ne esistono diverse tipologie, molte delle quali non sono dannose, o comunque creano danni non ingenti.
Questi insetti quando si stabiliscono sulla pianta dell’olivo, prediligono le fessure delle foglie, si stabilizzano in piccole colonie, e sono in grado di occupare tutta la struttura fogliare della pianta, nutrendosi della sua linfa.
La cocciniglia cerca luoghi tendenzialmente lontani da raggi solari ed in ambienti poco ventilati e secchi; la sua riproduzione avviene in mesi estivi, poiché ama riprodursi al caldo.
I classici campanelli di allarme sono: ingiallimento o raggrinzimento del fogliame, oppure la comparsa di macchie.
La cocciniglia più dannosa è la “mezzo grano di pepe”, che si insedia nelle piante e le danneggia sottraendo linfa destinata ai germogli, che conseguentemente disseccano o deperiscono
Per le altre varietà di Cocciniglia di solito non sono necessari interventi chimici perché sono sufficienti le azioni degli agenti antagonisti naturali.

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Tignola dell’olivo (Prays oleae)

La tignola dell’olivo è un piccolo lepidottero, l’adulto è una farfalla che misura 14 mm, che generalmente non crea danni gravi, anche se talvolta può provocare una cascola consistente del frutto dell’olivo.
Essa è una specie che compie tre generazioni all’anno: la larva di prima generazione danneggia l’infiorescenza, la crisalide danneggia la drupa e la farfalla erode la lamina fogliare, i germogli e le olive.
Non esistono misure preventive in grado di controllare questo insetto.

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Tignola verde dell’olivo o Margaronia (Palpita unionalis)

La Margaronia è un lepidottero, con un’apertura alare di 25 mm, particolarmente temuto nei giovani impianti di oliveti.
Essa crea danni erodendo gli apici della pianta che si sta sviluppando, ostacolando così anche la crescita delle foglie e dei germogli e la forma di allevamento della pianta scelta. In caso di attacchi importanti di questo insetto, si può arrivare addirittura all’arresto dello sviluppo della pianta.
Particolarmente nocivi risultano gli attacchi tardivi, successivi alla metà di settembre, che determinano il rallentamento della ripresa vegetativa.
Di norma gli attacchi di Margaronia non giustificano interventi chimici. Inoltre l’insetto è tenuto lontano dall’oliveto dai trattamenti eseguiti contro la mosca olearia.

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MALATTIE CAUSATE DA FUNGHI E BATTERI

Occhio di pavone (Spilocaea oleaginea)

L’occhio di Pavone conosciuto anche come Cicloconio, è la più importante malattia fungina dell’olivo.
La malattia ha ampia diffusione in tutto gli ambienti olivicoli del mediterraneo ed appare tendenzialmente in primavera.
Questa malattia si sviluppa in corrispondenza di ambienti molto umidi e temperature comprese tra i 16° ed i 24°.
La sua diffusione avviene attraverso i conidi, ma soprattutto tramite le acque di precipitazione, infatti l’insediamento di questa malattia avviene quasi sempre dopo prolungati periodi di pioggia.
Le infezioni colpiscono tutti gli organi verdi, quindi le foglie ma anche i giovani rami, provocando notevoli defogliazioni; la caduta delle foglie può compromettere anche la vita stessa della pianta in caso di gravi infestazioni. Sulle foglie colpite da occhio di pavone, si evidenziano, caratteristiche macchie circolari circondate da un alone che nel periodo estivo si colora di giallo, ricordando un pavone, specie da cui trae il nome.
Per contrastare questa malattia si consiglia di: adottare sesti di impianto non troppo fitti, per facilitare la circolazione d’aria e l’accesso di luce nell’oliveto; adottare concimazioni equilibrate e migliorare la canalizzazione dell’acqua piovana per evitare ristagni all’interno dell’oliveto.
La difesa preventiva si effettua con prodotti a base di rame da eseguire in primavera ed autunno.

olivo occhio di pavone

Cercosporiosi dell’olivo o Piombatura dell’olivo (Mycocentrospora cladosporioides)

Questa malattia colpisce soprattutto l’apparato fogliare dell’olivo, anche se negli ultimi anni è arrivata a colpire anche i frutti.
Come “l’occhio di Pavone” è diffusa nei paesi del bacino del mediterraneo, presenta uno sviluppo legato all’andamento meteorologico e può determinare importanti defogliazioni e conseguenti ripercussioni negative sulla produttività della pianta.
Le infezioni si presentano nei periodi autunnali e primaverili, diffondendosi attraverso i conidi per opera del vento oppure per le precipitazioni che portano il fungo sulla pianta.
Il fungo può attaccare i rametti, i peduncoli, i piccioli fogliari e le drupe; quando il fungo invade l’intera foglia ne provoca l’ingiallimento.
I prodotti a base di rame normalmente utilizzati per la malattia dell’occhio di pavone, contribuiscono a tenere sotto controllo anche questa malattia.

cercosporiosi olivo

Verticilliosi (Verticillium dahliae)

La verticilliosi è un fungo presente nel suolo, in grado di attaccare a livello vascolare la pianta dell’olivo.
Presente in tutti i paesi del bacino del mediterraneo, questo fungo penetra nei tessuti della pianta, si introduce nei vasi e ne distrugge le pareti con le sue tossine, impedendo il naturale flusso idrico.
Malattia tipica dei nuovi impianti, anche se riscontrata anche in vecchi oliveti, si presenta su piante singole per poi creare una macchia all’interno dell’oliveto. In primavera si denotano i primi sintomi consistenti nella decolorazione delle foglie, successivamente queste si disseccano e cadono, seppur stando per molto tempo secche, attaccate al ramo.
Per la difesa da questa malattia si riscontrano in questo momento solo interventi agronomici preventivi, quali l’asportazione e la bruciatura dei rami disseccati.

verticillosi olivo

Lebbra dell’olivo (Colletotrichum gloesporioides)

La lebbra dell’olivo prende il nome dalle tipiche alterazioni che provoca alla drupa dell’olivo, con la “mummificazione” e “marciume” del frutto.
Con questa malattia si può verificare anche il disseccamento e la caduta di rametti e di infiorescenze.
Essa è estremamente diffusa, e trova il clima ideale nelle temperature miti ed umide.
Il frutto cascola precocemente con gravi danni a livello produttivo della pianta. Le olive infette produrranno un olio scadente ad elevata acidità.
Oltre agli interventi agronomici preventivi, quali una buona potatura, sfoltimento della chioma ecc., si può considerare di eseguire trattamenti con il rame, che sono ammessi

lebbra olivo

Massariella (Massariella oleae)

Sull’olivo, il fungo Massariella, favorito da condizioni di scarsa aerazione ed elevata umidità, fa sorgere piccole aree scure che rigonfiano. I sintomi sono a carico dei rami e dei polloni. Il ramo assume un aspetto nodoso, con aloni concentrici scuri.
Questa tipologia di malattia colpisce soprattutto in oliveti non gestiti, o abbandonati ed in zone particolarmente umide e poco soleggiate.
Di norma non sono necessari interventi specifici per difendersi da tale patologia.

massariella olivo

Fumaggine

Con questo termine viene indicato un “inscurimento” di natura fungina che ricopre la superficie delle foglie delle piante.
Questi funghi traggono sostentamento dagli zuccheri presenti sulla foglia.
Il permanere di questa malattia sulla pianta può causare defogliazione e scarsa fruttificazione.
Contro la fumaggine non sono consigliati interventi chimici, ma una difesa agronomica preventiva che faccia sì che la pianta sia areata e ben potata.

olivo

Rogna dell’olivo (Pseudomonas syringae pv. savastanoi)

La rogna dell’olivo è una malattia diffusa a livello mondiale ovunque sia coltivato l’olivo, causata da un batterio che entra nei tessuti legnosi dell’albero, infettandolo.
Il batterio penetra in seguito a ferite o cicatrici originatesi a livello meteorologico o di potatura.
Si manifestano sulla pianta i caratteristici tubercoli, dopo un periodo di incubazione che può variare da 1 a 3 mesi.
Le più grandi epidemie di rogna avvengono subito dopo importanti grandinate o freddi tardivi.
Le infezioni sono favorite da climi miti ed elevate umidità.
Anche in questo caso la difesa dalla rogna è attuare interventi agronomici preventivi.

Queste appena elencate sono alcune malattie che colpiscono gli olivi.

Il consiglio di Alberti, è quello di studiare a fondo il proprio sito olivicolo, la cultivar più presente, il clima ed il territorio circostante così da poter agire preventivamente non facendosi trovare impreparati dall’attacco di queste specie.

rogna olivo
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